Ti parlavo
e ti accendevi di rosso
le mie parole venivano dal cuore
rosse di sangue
e ti accarezzavano
il tuo pallore e il mio sangue
stringevano nel pugno
la vita.
Mistero nostro,
del nostro amore.
Ora stai salendo a piedi nudi,
su una strada di rocce,
incontro alla nebbia.
Il tuo vago contorno non raccoglie
le parole.
Sono rimaste le pietre
rosse del nostro sangue.
lunedì 17 dicembre 2007
Paura di perderti
Profonda linea
del cuore,
scavata negli anni
brevi,
dell'amore
univi le nostre mani
nello stesso sogno
astrologico.
Mi guardo le mani,
ora solitarie,
miti violati
e sembrano echi
senza risposta.
del cuore,
scavata negli anni
brevi,
dell'amore
univi le nostre mani
nello stesso sogno
astrologico.
Mi guardo le mani,
ora solitarie,
miti violati
e sembrano echi
senza risposta.
Le finestre di dentro
altri hanno tentato di guardare
io ho girato il capo altrove
tutto di fuori era come dentro
solo un'immagine decomposta
il cui codice era incompleto
ai miei occhi un punto è
sembrato lo stop
in quel punto invece eri tu
parte di me
universo di piccoli fatti
amorosi e ingrigliati
su una fiamma
alchemica
la tua voce
come la luna di una
conosciuta notte di mezzo autunno
è un messaggio di luce
ho tentato di misurare con le mani
il quanto d'amore e me le sono
bruciate
le ho guardate, in un profilo di specchio
e per la prima volta ho chiuso il pugno
senza soffrire.
io ho girato il capo altrove
tutto di fuori era come dentro
solo un'immagine decomposta
il cui codice era incompleto
ai miei occhi un punto è
sembrato lo stop
in quel punto invece eri tu
parte di me
universo di piccoli fatti
amorosi e ingrigliati
su una fiamma
alchemica
la tua voce
come la luna di una
conosciuta notte di mezzo autunno
è un messaggio di luce
ho tentato di misurare con le mani
il quanto d'amore e me le sono
bruciate
le ho guardate, in un profilo di specchio
e per la prima volta ho chiuso il pugno
senza soffrire.
Dubbio
Scioglie il segno nell'acido forte
della propria memoria
rendere liquido il tratto deciso
delle proprie linee
il mio profilo di carbone accesso
dal sesso e dalla passione,
scioglie la base di ghiaccio e s'agita
un attimo scheletro di fil di ferro
cade piatto,
barcolla ancora per non essere
è solo un segno
ad una dimensione
e mentre giace,
l'acido agisce e il ferro
cambia colore da
grigio a verde, a rosso
a viola, ma non
bleu e perchè
perchè non bleu o bianco.
Se nell'acido della memoria
se negli arditi voli intorno al sole
se le paurose rincors al centro della terra
se l'amore per il diverso
se...
se...
se tutto è bleu o viola,
o nero, o bianco
o tutto è tutto
o nulla è tutto
della propria memoria
rendere liquido il tratto deciso
delle proprie linee
il mio profilo di carbone accesso
dal sesso e dalla passione,
scioglie la base di ghiaccio e s'agita
un attimo scheletro di fil di ferro
cade piatto,
barcolla ancora per non essere
è solo un segno
ad una dimensione
e mentre giace,
l'acido agisce e il ferro
cambia colore da
grigio a verde, a rosso
a viola, ma non
bleu e perchè
perchè non bleu o bianco.
Se nell'acido della memoria
se negli arditi voli intorno al sole
se le paurose rincors al centro della terra
se l'amore per il diverso
se...
se...
se tutto è bleu o viola,
o nero, o bianco
o tutto è tutto
o nulla è tutto
Tall el Zaatar
Palestinese carne vinta
ma non arresa
stupro di ogni coscienza
urlo solenne
nel silenzio della ragione
distruggi la pace ipocrita
della violenza
con la morte che fa grande
ogni sconfitta
ma la nostra sconfitta
non è grande
perché vile peso opprime
l'ansia di chi è lontano
avvolti nel sudario di
imbelle protesta
chiusi dalla paura che rende
le grida uguali al frusciare
sommesso dell'ultimo albero
tutta la mia famiglia
è stata distrutta
mio padre a Buchenwald
mia madre ad Auschwitz
mia sorella nel Viet Nam
il mio piccolo fratello nero
che di grande aveva gli
occhi solo
ha portato nell'immenso
continente della morte
l'ultima immagine delle foreste
biafrane con la mano stretta
sulla mano più forte del
compagno cileno
è sempre tempo degli assassini
sono rimasto solo
a gridare per tutti
come un libro strappato
che parla senza pagine
di un uomo diverso
ma quanto ancora?
Loro uccideranno anche me
ma
sul colle del Timo
la vita dell'ultimo Palestinese
non concede infamanti baratti
ed il sangue di tutti gli uomini
liberi con la forza di una piena
cantando festoso di ogni popolo
le sporcherà di rosso
ed io li vedrò
Tal el Zaatar se hai più posto
per una croce
io ve la porterò
ma senza sacrifici
la strapperò chi indegnamente
ha taciuto
perché questa rossa del sangue
di tutti possa dare a te
Palestinese senza terra
una patria senza confini
una vita senza violenza
Tal el Zaatar
distrutta nel tempo della ferocia
avvolta nella pace
di chi nulla può
subire oltre
perché tutto ha subito
Tal el Zaatar
il fiato dell'uomo
non è più con te
solo l'ansimare
dell'uomo che non è più uomo
che cerca nelle tue viscere
il premio del folle
una macchina da cucire lenzuola
oggetti di vita quotidiana
e nella sua spaventosa distanza
e nel suo sguardo ancora più lontano
non vede che queste cose
sono fatte di carne d'uomo
Tal el Zaatar
nome dolce
poetico sussurro di
amore naturale
la tua morte
è stata l'ultima immagine
che ha consumato il mio specchio
ora no mi vedo più.
ma non arresa
stupro di ogni coscienza
urlo solenne
nel silenzio della ragione
distruggi la pace ipocrita
della violenza
con la morte che fa grande
ogni sconfitta
ma la nostra sconfitta
non è grande
perché vile peso opprime
l'ansia di chi è lontano
avvolti nel sudario di
imbelle protesta
chiusi dalla paura che rende
le grida uguali al frusciare
sommesso dell'ultimo albero
tutta la mia famiglia
è stata distrutta
mio padre a Buchenwald
mia madre ad Auschwitz
mia sorella nel Viet Nam
il mio piccolo fratello nero
che di grande aveva gli
occhi solo
ha portato nell'immenso
continente della morte
l'ultima immagine delle foreste
biafrane con la mano stretta
sulla mano più forte del
compagno cileno
è sempre tempo degli assassini
sono rimasto solo
a gridare per tutti
come un libro strappato
che parla senza pagine
di un uomo diverso
ma quanto ancora?
Loro uccideranno anche me
ma
sul colle del Timo
la vita dell'ultimo Palestinese
non concede infamanti baratti
ed il sangue di tutti gli uomini
liberi con la forza di una piena
cantando festoso di ogni popolo
le sporcherà di rosso
ed io li vedrò
Tal el Zaatar se hai più posto
per una croce
io ve la porterò
ma senza sacrifici
la strapperò chi indegnamente
ha taciuto
perché questa rossa del sangue
di tutti possa dare a te
Palestinese senza terra
una patria senza confini
una vita senza violenza
Tal el Zaatar
distrutta nel tempo della ferocia
avvolta nella pace
di chi nulla può
subire oltre
perché tutto ha subito
Tal el Zaatar
il fiato dell'uomo
non è più con te
solo l'ansimare
dell'uomo che non è più uomo
che cerca nelle tue viscere
il premio del folle
una macchina da cucire lenzuola
oggetti di vita quotidiana
e nella sua spaventosa distanza
e nel suo sguardo ancora più lontano
non vede che queste cose
sono fatte di carne d'uomo
Tal el Zaatar
nome dolce
poetico sussurro di
amore naturale
la tua morte
è stata l'ultima immagine
che ha consumato il mio specchio
ora no mi vedo più.
Per maria rosaria
Quando mi cerchi
i tuoi occhi sono diversi
grandi e sereni
parlano
di un mare lontano
nel tempo
di un'infanzia riposta
con nessuno divisa
cercano amore
ed io cerco dentro di te
per bagnarmi in quel mare
geloso dei tuoi ricordi
come quel mare
bagna la mia terra
e come la risacca
ti offri e ti ritrai
timore e desiderio
amore e paura
Nei tuoi lunghi capelli
c'è scritta
una storia di sensualità e ritegno
piena di sole
e di riposi oscuri
i tuoi occhi sono diversi
grandi e sereni
parlano
di un mare lontano
nel tempo
di un'infanzia riposta
con nessuno divisa
cercano amore
ed io cerco dentro di te
per bagnarmi in quel mare
geloso dei tuoi ricordi
come quel mare
bagna la mia terra
e come la risacca
ti offri e ti ritrai
timore e desiderio
amore e paura
Nei tuoi lunghi capelli
c'è scritta
una storia di sensualità e ritegno
piena di sole
e di riposi oscuri
lunedì 1 ottobre 2007
Altrove
il bianco del calore e della neve
indulgono
tra il respiro ed il vuoto
il segno sulla sabbia
si conchiude
nella clessidra vuota
l'albero meridiano trova acqua
solo nel cielo
illuminato senza sole
annottato senza luna
del colore dei sogni che ritraggono le ali
per cadere nella realtà del non é
é finita la giostra
é finita la danza
anche l'affabulatore é rimasto senza parolePeppe
Iscriviti a:
Post (Atom)